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Chiesa di San Mamante di Liano

La prima memoria della chiesa di Liano risale al 16 gennaio 1200 in un documento dell’Alidosi, in cui è citato un certo “Giovanni Sacerdote della Chiesa di Santa Maria di Liliana, titolare della Chiesa parrocchiale”. Non si sa some sia cambiato il nome in quello di San Mamante. Certamente la parrocchia esisteva già nel 1378 ed era sottoposta al Plebanato di Santa Maria di Monte Cerere, fino al 1570, quando passò al Plebanato di Castel San Pietro Terme, com’è tuttora.

Esistevano due chiese nella giurisdizione di Liano: una sotto il titolo di San Nicolò, entro l’antico castello di Liano, l’altra di Santa Maria di Liano. Queste vennero poi riunite in quella di San Mamante nel 1544. La prima chiesa di San Nicolò cadde in rovina e il suo materiale servì a costruire la nuova chiesa di San Mamante, mentre l’altra chiesa di Santa Maria divenne Abbazia, concessa ad alcuni illustri personaggi come l’eminentissimo Cardinale Ghigi (Bortolotti).

Il campanile della chiesa fu eretto nel 1730 a ricordo del luogo natale di Don Alessandro Scappi, parroco per 63 anni, ed era dotato di di tre campane, la mezzana delle quali era quella dell’antico castello di Liano e venne fusa nel 1233 dal massaio Cristoforo Sturoli.

La torre campanaria fu arricchita nel 1892 da un doppio di campane fuse dall’artista Clemente Brighenti, per volere dell’ Eminentissimo Cardinale Francesco Battaglini. Le campane resistettero nonostante il decreto reale del 23 aprile 1942 che ordinava la raccolta delle campane di edifici di culto. Nel 1945, i tedeschi buttarono dalla cella campanaria le gloriose campane, infrangendole al suolo, ma non riuscirono a portarle via. I frammenti trovati ai piedi del campanile furono rifusi nell’anno giubilare 1951 dalla fonderia De Poli di Vittorio Veneto e furono collocate nella cella campanaria e innaugurate il 17 agosto 1954, per volere del Parroco Don Nicola Veronesi.