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Palazzo comunale

L’attuale piazza XX Settembre, così nominata per ricordare la breccia di Porta Pia che ha sancito l’annessione di Roma al Regno d’Italia nel 1870, deriva dalla necessità del Comune di Bologna di rafforzare le proprie difese nel contado in seguito alla cacciate di Romeo Pepoli nel 1321 ed al suo tentativo di ritorno l’anno successivo. Per Castel S. Pietro si decide la costruzione di una Rocca sul lato delle mura verso Bologna.  A questo scopo vengono demoliti gli isolati del quadrante nord-ovest  tra la via di Mezzo e la via Maggiore per creare il fossato  e lo spazio aperto verso l’abitato.

All’inizio del 1600 essendo la rocca abbandonata e ormai ridotta ad un rudere, venne venduta l’area per la costruzione di abitazioni.  L’area prospicente però è ancora allo stato naturale, solo nel 1760 viene livellata e “seliciata” assumendo l’aspetto attuale.

Tra il 1845 e il 1859 al posto delle abitazioni viene costruita la nuova Residenza della Comunità,  l’attuale municipio, su disegno neo classico di Marco Manini. L’edificio è decorato al centro con un bugnato basso e coronato in alto da un timpano con lo stemma della città (un leone rampante che sostiene una bandiera con la scritta “Libertas”, parola presente anche in altri Comuni di Bologna a significare che Bologna stessa fu la prima città in Italia a liberare i servi della gleba pagando un riscatto anche per donne e bambini). Sulla facciata ospita le lapidi in memoria dei caduti in guerra. Al centro della piazza si erge la colonna ionica con la statua della Madonna del Rosario, ornamento religioso ex-voto innalzato in seguito al terribile terremoto del 1779 e realizzato su disegno di Gian Giacomo Dotti. Si narra che, grazie al buon senso dell’arciprete Don Bartolomeo Calisti, la popolazione si rifugiò in piazza anziché in chiesa, come era invece consuetudine al tempo. La Sacra immagine della Madonna del Rosario attorno alla quale si strinse la folla, fu collocata nella piazza principale della città. Il terremoto causò ingenti danni ma nessuna vittima. Per lo scampato pericolo i castellani decisero di elevare la Madonna del Rosario a patrona del paese e di innalzare la colonna votiva al centro della piazza che li aveva accolti e salvati. Alla sommità della colonna, fu posta una statua della Madonna, che fu “scoperta” il primo settembre 1784. Nel 1825 la scultura originale, una statua in terracotta del noto artista forlivese Luigi Acquisti, venne sostituita con l’attuale opera in marmo di Fossombrone. L’aspetto attuale della piazza è quello realizzato nel 2002 con i lavori di ristrutturazione e la nuova pavimentazione. Il Patrono di Castel San Pietro Terme si festeggia il 7 ottobre, come decretato dal Consiglio Municipale del 1779.

Un aneddoto: si racconta che nel XVII secolo era consuetudine ogni anno per il primo maggio mettere in mostra sotto al portico del vecchio comune (quello antecedente l’odierno palazzo) una bella ragazza castellana insignita del titolo provvisorio di contessa. Tutti i passanti dovevano renderle omaggio ed offrirle doni e fiori; i forestieri ignari o non interessati alla strana usanza venivano sottoposti a “legnate” da parte dei castellani (aneddoto raccontato in Passeggiate Bolognesi di F.Raffaelli – Newton Compton editori).